September 30, 2020

MAESTRI CAMPIONESI – TAGLIATORI DI PIETRE

Nei tempi antichi, l’insegnamento d’arti e mestieri era patrimonio di classi separate, depositarie di antiche tradizioni, che si dedicavano agli studi segreti di architettura sacra e simbolica.

I segni più antichi conosciuti in relazione con il mestiere di tagliatore di pietra sono stati ritrovati in Egitto e corrispondono a 2200 anni prima di Cristo.

I tagliatori di pietra, fin dall’antichità, usavano marchiare i propri lavori. Tali segni sono stati trovati nell’antico Egitto, in Mesopotamia, sulle mura di Gerusalemme, di Troia, d’Olimpia e nell’antica Roma, così come marchi gotici, romanici, bizantini, romani, greci, rinascimentali.

Nell’Ordinanza di Torgau del 1462 si possono trovare ben sette articoli che si riferiscono ai marchi.
Riferimenti a tali segni si possono trovare anche in un altro documento, la Regola di Bàle, del 1563 (Art. 59). Come specificato in questi testi, i marchi dei tagliatori di pietra corrispondevano a segni d’appartenenza all’ordine. Conferiti nel corso delle cerimonie solenni, venivano scelti dai maestri, e non potevano essere rifiutati a un operaio “onesto”; inoltre, non dovevano subire modifiche, né essere ceduti a terzi ma dovevano essere preservati come segni onorifici.

Se ci forziamo di osservare e di comprendere questo linguaggio della pietra, ci accorgeremo che questi segni sono carichi di significato e di un simbolismo profondo da tempo dimenticato.

Nel corso degli anni i marchi si sono evoluti, influenzati dai rituali e dagli aspetti religiosi, simbolici e operativi delle corporazioni, dai periodi di transizione tra i vari stili di costruzione. Le diversità di carattere geometrico dei marchi dei tagliatori di pietra denotano il passaggio da un’epoca artistica a un’altra.

I tagliatori di pietra, avevano un loro modo tutto particolare e misterioso per comunicare: gli insegnamenti trasmessi oralmente, i giochi di parole utilizzati durante le occasioni speciali, un modo singolare di vestirsi, un certo modo di guardarsi e di posizionare i piedi, di camminare, di salutare, di ringraziare, di bere, di tendere la mano a un fratello.

La loro interpretazione simbolica era legata alla tradizione. L’utilizzo del simbolismo dei numeri e quello collegato agli attrezzi di lavoro ha dimostrato una conoscenza profonda dei principi fondamentali dell’architettura: il compasso che disegna il cerchio e che divide in modo proporzionale, la squadra che rappresenta l’impiego dell’angolo retto, il filo a piombo che serve a determinare la verticale. L’utilizzo del cerchio, del quadrato, del triangolo e d’altre figure geometriche era di fondamentale importanza per l’edificazione dei monumenti romanici e gotici.