La storia di Campione d'Italia è ricca di eventi e, sulla base dei testi storici di autori del sec XIX, è stato possibile risalire tramite una sequenza di episodi anche dei paesi e dei luoghi a noi limitrofi, alle vicissitudini, alle devozioni, alle emigrazioni degli uomini illustri di Campione.
I recenti studi sui documenti ci hanno indotti a presentare un nuovo albero genealogico che vede la famiglia Totone (e prima la famiglia dei Gundoaldi) all'origine della nostra storia. Con piacere pubblichiamo un articolo dell'attuale Parrocco di Campione d'Italia, Don Eugenio Mosca, che presenta una breve analisi storica dei vari monumenti. Potrete poi approfondire la ricerca nella sezione a loro dedicata tramite il menù a sinistra.
"CAMPILIONE"
Secondo il Rusca, Vicario a Campione d'Italia nel 1620, il toponimo Campione (Campilione o Campellione nei documenti medioevali) significa Campo di Bacco, "essendo questi umili colli pieni di generose viti e così sarebbe nome composto da Campo e Lyo, tolto dal greco Lyo, che vuol dir Bacco": Descritto dallo stesso Rusca come "piccolo sito di poche case, ma grande per valore, dignità, antichità, bontà del terreno, felicità d'aria e bellezza di territorio", Campione ancora oggi riflette nelle acque del Ceresio importanti testimonianze di un glorioso passato.
San Zenone, ora galleria civica
A pochi metri dalla riva del lago, immediatamente a nord del nucleo medioevale del centro storico, sorge la chiesa di San Zenone ora galleria civica e pinacoteca. L'aspetto attuale dell'antica basilica è il risultato di modifiche apportate nel tempo all'originaria struttura romanica, che aveva sostituito un oratorio antichissimo, fondato nella prima metà del VII secolo sul luogo della necropoli longobarda che raccoglieva le sepolture degli appartenenti al gruppo familiare di Totone. Proprio questo facoltoso commerciante avrebbe deciso il destino di Campione con la donazione dei suoi averi all'Arcivescovo di Milano e alla basilica di Sant'Ambrogio. Recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce tombe del VII e VIII secolo, visibili attraverso una pavimentazione a vetri. L'abside dell'antica basilica è decorata con affreschi trecenteschi che rappresentano la teoria dei dodici apostoli e altre figure di santi. A testimoniare la tradizione locale dei Maestri Campionesi, abili artisti della pietra, sono rimasti alcuni bassorilievi.Chiesa di San Pietro
La Chiesa di San Pietro chiude a sud l'originario nucleo medioevale di Campione. All'interno della Chiesa, anch'essa edificata per la prima volta sopra una necropoli longobarda nell'ottavo secolo, uno scavo archeologico, mantenuto visibile, ha riportato alla luce le fondamenta dell'abside della primitiva costruzione e alcune tombe longobarde. Ampliata all'inizio del XII secolo, fu dedicata in quella occasione all'apostolo Pietro. Nell'ottocento un'ultima modifica portò all'abbattimento del nartece per fare posto alla nuova strada per Riva San Vitale. La porta a vetri consente di osservare dall'esterno un prezioso ciclo di affreschi del 1326. I dipinti, che si sviluppavano un tempo lungo tutte le pareti, raccontano storie della Vergine e di Cristo e allineano su più registri, con intento didascalico, teorie di apostoli e di santi.Santuario Santa Maria dei Ghirli
Prima della costruzione della strada rivierasca ottocentesca, si accedeva alla chiesa di Santa Maria dei Ghirli percorrendo la scalinata che la collega all'antico approdo sul lago, appena oltre l'ingresso nel territorio di Campione, a sud dell'abitato. Anch'essa di fondazione longobarda, è citata per la prima volta in un documento dell'874 come la terza delle chiese esistenti in paese ai tempi di Totone, "edificata in onore sancte Marie locus qui vocatur Willari". Willari, vocabolo celtico che stava ad indicare la presenza nelle vicinanze di un piccolo gruppo di case, si trasformò nel tempo in Guirli e poi in Ghirli, a cui il vicario Rusca attribuisce il significato romantico di luogo frequentato dalle rondini. La venerazione a Maria (la chiesa è dedicata all'Annunciazione) e i Maestri Campionesi (che la elessero a loro chiesa e sede delle riunioni di una confraternita) hanno determinato, nel corso dei secoli, ampliamenti e rifacimenti tali nell'edificio, da tramutarlo nell'attuale esemplare barocco. L'artefice principale della fabbrica barocca fu il campionese Isidoro Bianchi tra il 1623 ed il 1636. La facciata fu completata solo attorno al 1735, con uno scenografico prospetto collegato alla scalinata che scende al lago. L'interno è suddiviso in due spazi principali, separati da un'inferriata: l'aula gotica, con notevoli affreschi trecenteschi (in particolare il ciclo delle storie di San Giovanni Battista) e, sovrastata dal tiburio, l'aula del santuario con il presbiterio, splendidamente affrescati da Isidoro Bianchi con le storie di Maria. Le pareti e le volte sono riccamente decorate con elementi architettonici e figure in stucco della bottega dello stesso Isidoro. All'esterno, nel portico meridionale, un grande affresco di Lanfranco e Filippolo De Veris, padre e figlio (25 giugno 1400), illustra in modo assolutamente originale il tema del Giudizio. Lunga la stessa parete, ma strappato dal portico settentrionale, l'affresco (1514) di un pittore della cerchia di Bernardino Luini racconta le storie della Genesi.Le vetrate di Aldo Carpi e la raccolta museale di sculture del XIV e XV secolo
Verso la fine degli anni '60 del secolo scorso, Aldo Carpi ha realizzato, per il Battistero esterno della nuova Chiesa di San Zenone, due splendide vetrate di grande suggestione: "Resurrezione" e "Assunzione di Maria". Attorno alle figure di Cristo Risorto e di Maria, l'artista ha sviluppato il tema della Chiesa raccontando le figure storiche della Chiesa Milanese e l'attualità, per quegli anni, del Concilio Vaticano II e dei suoi papi. All'interno dello stesso Battistero, a cura del Comune di Campione d'Italia, è stata allestita una raccolta museale di sculture del XIV e XV secolo che richiamano l'opera dei Maestri Campionesi.
Per informazioni e contatti : DON EUGENIO MOSCA - Parrocchia Prepositurale San Zenone - tel 004191 649 8448
Don Eugenio Mosca è nato a Sesto San Giovanni (Milano)
Per molti anni Incaricato per la Scuola cattolica all'interno della Diocesi di Milano.
Dal mese di settembre 2000 parroco di Campione d'Italia.
Esperto ed apprezzato studioso di memorie storiche ed artistiche.






