
La ceramica di Ghirla esisteva già alla fine del 1700; ma dati certi la fanno derivata dalla ceramica di Campione nei primi anni del 1800.
La curiosità: Il blu di Ghirla All'impianto la ceramica di Ghirla produceva una "maiolica nera" o terra naturale chiamata "radica" mentre a Campione veniva prodotta una "terraglia dolce" chiamata così per gli ingredienti che la componevano e per le basse calorie di cottura ( 970° - 980° contro i 1200° occorrenti per cuocere la terraglia forte). Ghirla ebbe verso il 1837 le ricette per produrre la terraglia dolce. Quando Campione importò dalla Germania l'argilla a "cottura bianca" anche Ghirla si adeguò e si ebbero allora pezzi privi di macchie gialle dovute all'ossido di ferro esistente nelle materie prime locali. L'antica produzione delle radiche smaltate a base di piombo e stagno era adatta solo al vasellame povero, atto alla conservazione del latte, vino, condimenti, con la proibizione degli smalti (nocivi alla salute).
Quando la produzione si orientò verso la ceramica artistica, gli studi e le ricerche di fabbrica portarono alla scoperta del famoso "glen" che diveniva tale al contatto con le vernici della fabbrica di un certo ossido di cobalto importato dall'Inghilterra. Dalla combinazione veniva una reazione meravigliosa la quale diede l'impronta caratteristica a tutta la produzione.
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